MATIAS DEL CAMPO

How do we perceive the future? In most cases we only have the option to create projections which involve our present stage, our present condition of culture, space and time. Projections which allow for speculative contemplations on timelines evolving in the future, in best case. In fact novel speculations on space and time discuss the possibility that every aspect of time, present, past or future exist as a projection from an envelope, from a surface containing every single information in our universe. In this extent contemplating about the future means contemplating about any given moment in time. These novel speculations unfold in an entire new field of perceiving the phenomenon of time, and the aspects of space at large. Looking into the future would have the same effect as looking into the past, as all of these conditions would exist not in a linear fashion but as simultaneous events. In a way this perception has similarity to new theories on black holes. Mathematicians are discussing the possibility that any information a black hole absorbs, meaning the material aspects of objects falling into a black hole, are stored within their event horizon.

These novel insights are highly interesting for a discipline like architecture that is so much involved in the instances of time and space. It discusses the possibilities of an architecture of simultaneity – an architecture that does neither exist in the past the present or the future, but in all timelines at once. It is interesting to observe that a question for the future results in an idea which denies the presence of the future at all in favor of a concept that describes space in a novel fashion. It demarcates the line between present conventions of space (and thus the linear nature of time) for a model that allows for speculations in any given dimension. Making architecture a truly dimensional discipline. So, why do we spend so much time wondering about the future? Because it allows for a speculative approach to any given field or discipline. For us as architects, it allows to wonder about the quality of the texture of space, the perception of build environments in time, the processes of organization of matter.

Matias del Campo (SPAN) 2012

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Come percepiamo il futuro? Nella maggior parte dei casi, abbiamo la sola possibilità di creare proiezioni che coinvolgono il nostro stato attuale, la nostra attuale percezione di cultura, spazio e tempo. Nel migliore dei casi sono come proiezioni che permettono contemplazioni speculative sulla linea temporale che si evolve nel futuro.

In realtà nuove speculazioni su spazio e tempo fanno discutere sulla possibilità che ogni aspetto del tempo, presente, passato o futuro esista come una proiezione da un involucro, da una superficie contenente ogni singola informazione sul nostro universo. In questo senso pensare al futuro significa riflettere su un dato momento nel tempo. Queste speculazioni da romanzo si svolgono in un campo completamente nuovo che riguarda la percezione del fenomeno temporale, e in generale, gli aspetti dello spazio. Guardare dentro al futuro potrebbe avere lo stesso effetto di guardare nel passato, dato che tutte queste condizioni non esistono in modo lineare, ma solo come eventi simultanei. In un certo senso questa percezione ha della similarità con le nuove teorie sui buchi neri. I matematici stanno discutendo sulla possibilità che qualsiasi informazione un buco nero assorba, ovvero l’aspetto materiale di un oggetto che cade in un buco nero, venga memorizzata all’interno del loro orizzonte degli eventi.

 

Questi nuovi elementi sono di grande interesse per una disciplina come l’architettura che è così tanto coinvolta nei concetti di tempo e spazio. Si discute sulla possibilità di una architettura della simultaneità – un’architettura che non esiste solo nel passato, nel presente o nel futuro, ma in tutte e tre in una sola volta. E’ interessante rispondere ad una  domanda su un’idea di futuro che nega la presenza del futuro stesso in favore di un concetto che descrive lo spazio in modo nuovo. Esso delimita la linea tra le convenzioni attuali di spazio (e quindi la natura lineare di tempo) per un modello che permette speculazioni in qualsiasi dimensione determinata. Fare architettura, una disciplina assolutamente dimensionale. Allora, perché spendiamo così tanto tempo interrogandoci sul futuro? Perché permette un approccio speculativo a qualsiasi dato, campo o disciplina. A noi architetti, permette di interrogarci sulla qualità del tessuto dello spazio, la possibilità di costruire ambienti nel tempo, sviluppare processi di organizzazione della materia.

Matias del Campo (SPAN) 2012

www.span-arch.com

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