JAKOB TROLLBACK

To think about the future is encoded in our genes. The awareness that gives us a sense of ‘self’ also connects us to the concept of time. We remember and think about the past and we imagine a better tomorrow. While the past-to-present connection helps us understand consequences, the more abstract idea of tomorrow is essential for survival. The projection of possibilities that it provides is the driving force for the creativity that defines us as a species. Without it, we would regress. In this way, tomorrow is the most important consequence of awareness.

Any discussion about the future is about control. Are we dreaming, planning and creating it or are we just coming along for the ride? As a passenger, you can only observe the future as a progression of the present. Extrapolations can provide good wakeup calls, but they disregard our potential for change. Isaac Asimov’s psychohistory put a mixture of psychology and math in the shape of sociology and statistics in the context of history in order to understand the future. Invented science is fascinating. As it predicts the behavior of large masses of people it becomes the passenger’s ultimate dream – an infinite GPS that not only explains where we’re going but why. Today, psychohistory doesn’t seem quite as futuristic as when the Foundation novel was written 60 years ago. Fueled by today’s obsessive social logging and tweeting, algorithms that detect societal moods already exist.
But before the herds of marketers rush to predict what we will be buying tomorrow, it’s worth knowing that Asimov also understood the limitation of science. It was good at accurately anticipating the behavior of masses, but clueless against the strong reactions of singular individuals. This may be the perfect irony of future predictions: it can only be anticipated if we disregard the strong individuals who actually create it.

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Pensare al futuro è codificato nei nostri geni. La consapevolezza che ci dà un senso di “sé” ci collega anche al concetto di tempo. Ricordiamo e pensiamo al passato e immaginiamo un domani migliore. Mentre la connessione passato-presente ci aiuta a comprendere le conseguenze future, l’idea più astratta del domani è essenzialmente la sopravvivenza. La proiezione delle possibilità future ci fornisce le giuste forze per guidare quella creatività che ci definisce una specie, senza la quale regrediremmo. In questo modo, il domani è la conseguenza più importante della consapevolezza.

Ogni discussione sul futuro ha come oggetto il controllo. Sogniamo, progettiamo e creiamo o siamo qui soltanto per farci un giro? Come passeggero, si può solo osservare il futuro come una progressione del presente. Le estrapolazioni possono darci una scossa, ma ignorano il nostro potenziale cambiamento. La psicostoria  Foundation di Isaac Asimov trasforma un mix di psicologia e matematica in sociologia e statistica in un contesto storico per poter comprendere il futuro. La scienza inventata è affascinante. Essa prevede il comportamento delle grandi masse e diventa l’ultimo sogno del passeggero, un GPS infinito che non solo spiega dove andiamo, ma anche perché. Oggi Foundation non è più tanto futuristico come quando 60 anni fa Asimov lo scrisse. 

Ma prima che le mandrie di venditori corrano a predire cosa compreremo domani, è bene sapere che Asimov aveva anche compreso la limitatezza della scienza. E’ stato bravo ad anticipare il comportamento delle masse, ma incapace di capire le forti reazioni dei singoli individui. Questa può essere la perfetta ironia del futuro: può essere soltanto anticipato se ignoriamo gli individui forti che effettivamente lo creano. 

Jakob Trollback

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